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Oliverio:"Serve un grande investimento nazionale"

Affari Istituzionali - Catanzaro, 13/09/2018

Infrastrutture, Oliverio:"Serve un grande investimento nazionale"

"In questi anni più volte ho posto il problema del monitoraggio e degli investimenti da destinare alle grandi infrastrutture statali, regionali e provinciali. L'ho fatto sia per quanto riguarda le infrastrutture viarie che ferroviarie su cui, non a caso, come governo regionale abbiamo investito consistenti risorse. In Conferenza delle Regioni ho chiesto, in particolare, un investimento straordinario nazionale affinchè le Province, molte delle quali non hanno più nemmeno un euro da investire sulla viabilità, possano essere messe nelle condizioni di fronteggiare una situazione che è ormai diventata insostenibile e pericolosa".

E' quanto ha detto il Presidente della Giunta regionale, Mario Oliverio, chiudendo i lavori del Consiglio regionale svoltosi ieri pomeriggio a Palazzo Campanella e interamente dedicato alle emergenze ambientali, alla sicurezza territoriale e alle infrastrutture.

"Dopo quello che è avvenuto nel corso di questa estate a Bologna, a Genova e a Civita -ha proseguito Oliverio- non ho ancora visto scelte conseguenziali rispetto al grande problema infrastrutturale che riguarda il nostro Paese. Si discute sulla ricostruzione di quel ponte, si parla di un tema specifico, ma si glissa totalmente sul tema generale che la caduta di quel ponte ha posto all'attenzione di tutti e che riguarda la necessità e l'urgenza di predisporre un piano straordinario di interventi per la messa in sicurezza di tutto il sistema infrastrutturale nazionale. Mi auguro che con la Legge di Stabilità che fra qualche settimana sarà approvata, queste scelte possano essere finalmente compiute e i problemi concretamente affrontati. Dico questo perché sono fortemente convinto che le responsabilità di fatti come quelli verificatisi nel corso dell'estate che ormai volge al termine non si possano scaricare sui sindaci facendone dei capri espiatori, né si può essere profeti postumi e tardivi dopo che succedono le tragedie. Se anche chi ha una responsabilità istituzionale o di governo diventa "profeta postumo" di quello che si poteva fare e non si è fatto, si deve avere anche l'onestà e il coraggio di assumersi la responsabilità morale per non essere intervenuti per tempo per la risoluzione dei problemi che hanno provocato determinate situazioni".

Parlando, poi, in maniera più specifica, di quanto è avvenuto in Calabria, nelle Gole del Raganello, qualche settimana fa, il Presidente della Regione ha sottolineato l'urgenza e la necessità di una regolazione nazionale dell' escursionismo, che è "diventato un fattore economico di grande attrazione turistica e che spesso trasforma la gioia in dramma".

"Vicende come quelle verificatesi a Civita, in Abruzzo, a Bologna o sulle Alpi -ha rimarcato il Presidente Oliverio- devono spingerci a riflettere e ad adeguare gli strumenti a nostra disposizione rispetto a fenomeni che, spesso, sono improvvisi e imprevedibili. Lo dico non per cercare giustificazioni rispetto a vicende su cu non ho nessuna responsabilità, ma per evitare la ricerca a tutti i costi di capri espiatori che servono soltanto a metterci a posto con la nostra coscienza, lasciando comunque irrisolti i problemi. Sul Pollino, che è il più grande Parco Nazionale d'Europa, come altrove, occorre mettere in campo un grande progetto nazionale di messa in sicurezza di quanti praticano questa attività. In quest'ottica bisogna affrontare anche il problema dell'emergenza di cui la Protezione Civile è un pilastro e non un problema. Nessuno, infatti, può negare il salto di qualità fatto in questi tre anni in questo settorein Calabria. E questo è anche merito di Tansi che ho voluto a dirigere questo settore e che ha introdotto grande trasparenza e sobrietà nell'utilizzo degli strumenti. Con ciò non voglio assolutamente idolatrare Tansi, che ha anche i suoi difetti. Uno di questi è che fa troppo uso della vetrina mediatica e io gli ho consigliato di essere più parsimonioso".

"L'altro grande pilastro -ha concluso Oliverio- riguarda la prevenzione su cui stiamo lavorando ed investendo molto. I problemi ancora aperti sono ancora tanti, ma credo che quella imboccata sia la strada giusta e su questa strada bisogna proseguire. Ringrazio il Consiglio regionale per avere voluto dedicare una seduta ad un tema così importante e per aver dimostrato, ancora una volta, grande maturità nell'affrontarlo. La messa in sicurezza del nostro territorio e delle nostre popolazioni implica scelte coraggiose. C'è bisogno di far crescere una nuova cultura che faccia prevalere la prevenzione sul fatalismo, i fatti sulle parole. Bisogna avere il coraggio di andare anche controcorrente, dicendo al cittadino che non è consentito fare tutto, che non è assolutamente possibile costruire sui fiumi o in aree soggette a frane o a dissesto idrogeologico. In passato, purtroppo, spesso la rincorsa al consenso ha determinato guasti e ferite profonde di cui oggi paghiamo le pesanti e nefaste conseguenze". f.d.

aggiornato il 13 settembre 2018 alle 11:17
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