L'introduzione del controllo di gestione (d'ora innanzi, per brevità, CdG) nelle amministrazioni pubbliche è ascrivibile a un più generale processo di “aziendalizzazione” delle stesse. Con tale termine si intende l'applicazione di logiche e strumenti tipici dell'economia aziendale a supporto delle funzioni di governo e di gestione delle aziende pubbliche.
Il diffondersi anche nelle aziende pubbliche di logiche pensate e nate in quelle private è stato originato da un'esigenza di cambiamento, prima di tutto culturale, che, tra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90, ha trovato legittimazione a seguito dei seguenti fenomeni:
la crisi della finanza pubblica;
la percezione di un'inefficienza diffusa, penalizzante per la qualità della vita;
la percezione che le inefficienze pubbliche e l'eccesso di burocrazia penalizzassero la capacità competitiva delle imprese italiane sui mercati globali;
un cambiamento nell'atteggiamento dei cittadini, i quali hanno iniziato a vedere nelle istituzioni non più il soggetto “detentore di potere”, ma quello deputato a erogare servizi.
Il processo di riforma della amministrazione pubblica (da ora AP, per brevità) è collocabile in uno scenario internazionale più ampio, che non quello italiano. Esso, infatti, ha preso avvio nel mondo anglosassone tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80 grazie al governo Tatcher nel Regno Unito, ai governi municipali degli Stati Uniti e alle esperienze di Nuova Zelanda e Australia. In seguito, nel corso degli anni '90, la maggior parte dei paesi Ocse ha intrapreso percorsi di rinnovamento a diversi livelli. Il movimento riformista a cui ci si riferisce è stato etichettato come New Public Mananagement (NPM), in contrapposizione al vecchio modello gerarchico burocratico di AP, di ispirazione weberiana, e denominato Progressive Public Administration (PPA) per la sua nascita concomitante con l'era del progresso. La filosofia di fondo del NPM è la trasformazione delle vecchie amministrazioni burocratiche, giudicate centralizzate e inefficienti, in organizzazioni più snelle, decentrate e più vicine a modelli importati dal settore privato. Le basi del NPM risiedono proprio nel rovesciamento di due elementi cardine della PPA: la riduzione delle differenze tra settore pubblico e settore privato e lo spostamento dell'attenzione dal rispetto delle procedure ai risultati, secondo una logica per obiettivi.
Nella cornice dianzi delineata il concetto di controllo subisce un mutamento profondo rispetto al modello weberiano, in cui lo stesso si limitava al controllo di legittimità, atto a verificare il rispetto delle regole e dei procedimenti definiti. Lo spostamento verso un modello manageriale richiede nuovi strumenti in grado di:
supportare i decisori nelle scelte operative e strategiche;
motivare, responsabilizzare e coordinare le risorse umane verso obiettivi comuni;
valutare, rendicontare e promuovere i risultati dell'azione amministrativa all'interno e all'esterno verso gli stake holder interessati.
I sistemi di CdG e misura delle prestazioni rientrano in questa nuova concezione di “controllo” e possono essere visti come “un insieme di strumenti e tecniche funzionali alle organizzazioni per perseguire in modo sostenibile i propri obiettivi”.
L'uso del termine “controllo”, in questa nuova accezione, non fa più riferimento ad una specifica attività di “ispettorato”, di sola verifica, ma ad una di “guida” per il conseguimento delle finalità dell'organismo aziendale. In particolare l’espressione “controllo di gestione” è una possibile traduzione italiana del termine inglese management control, laddove la parola control assume, appunto, il significato di guida e l'accoppiamento con il termine management, individua uno strumento a disposizione della dirigenza, da utilizzarsi quale “guida” per il proprio comportamento. Ciò significa che il CdG deve mettere a disposizione della dirigenza le informazioni utili per assumere le decisioni che permettano il conseguimento degli obiettivi precedentemente individuati, attraverso l'impiego efficiente delle risorse disponibili.