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Monografie Regionali - Descrizione Del Progetto
La raccolta delle monografie regionali L'Italia secondo i Conti Pubblici
Territoriali - I flussi finanziari pubblici nelle regioni italiane propone
un'analisi approfondita sulla base delle informazioni contenute nella Banca
dati dei Conti Pubblici Territoriali (CPT), che ricostruisce per tutti gli enti
appartenenti al Settore Pubblico Allargato (SPA) i flussi di spesa e di
entrata a livello regionale, pervenendo alla costruzione di conti consolidati
per ciascuna regione italiana.
La Banca dati CPT fa parte del Sistema Statistico Nazionale (SISTAN) e si
avvale del contributo di una rete federata di 21 Nuclei operativi presso
ciascuna regione italiana e un Nucleo Centrale operante presso l'Unità di
valutazione degli investimenti pubblici (UVAL) del Dipartimento delle
Politiche di Sviluppo. Ciascun volume è curato dal Nucleo Regionale CPT
di riferimento, nell'ambito di un lavoro collettivo dell'intera Rete CPT.
Di seguito si dettagliano i principali contenuti della monografia regionale
con riferimento sia ai temi generali trattati nei diversi capitoli che alle più
importanti evidenze riscontrate. La sintesi riferita agli andamenti osservati
nella singola Regione viene riportata anche quale introduzione di ciascun
Capitolo, al fine di agevolarne la lettura.
La PARTE I - IL QUADRO DI RIFERIMENTO REGIONALE si articola
in tre capitoli che approfondiscono i principali elementi distintivi del
contesto sociale, economico e normativo della regione cui è dedicata la
monografia. In particolare nel Capitolo 1 - Il contesto socio-economico, si
descrivono le caratteristiche del territorio regionale, focalizzandosi sugli
aspetti demografici e sulle principali variabili macroeconomiche, quali il
tasso di crescita del Pil, il grado di indipendenza economica, il tasso di
accumulazione del capitale, il tasso di natalità delle imprese nonché la
dinamica delle esportazioni, del mercato del lavoro e la dotazione di
capitale umano. La realtà calabrese presenta numerose criticità, con
particolare riferimento alla disoccupazione, che ha toccato livelli di molto
superiori alla media italiana ed europea, pur presentando dei
miglioramenti nell'arco del periodo 1996-2006. Particolarmente diffuso e
difficile da contrastare è il fenomeno del lavoro "nero", al quale si
aggiunge la scarsa occupazione femminile. è forte l'impegno dello Stato e
di tutti i diversi livelli di governo, anche attraverso la programmazione
comunitaria, per sostenere lo sviluppo della Regione Calabria puntando
in primo luogo sulla lotta alla criminalità organizzata e sulla creazione di
una rete che favorisca i rapporti commerciali interni ed esteri. La crescita
del Pil regionale nel 2006 è dovuta principalmente al settore edilizio e
alla vendita di beni e servizi. In netto miglioramento il settore turistico,
dove si assiste a una notevole capacità di attrazione, superiore nel 2005 a
ogni altra Regione del Mezzogiorno.
Nel Capitolo 2 - La programmazione dello sviluppo regionale: obiettivi
e strumenti, vengono riportati alcuni cenni sulla programmazione
regionale, con particolare riferimento alla nuova fase 2007-2013 e ai
rapporti con gli enti locali del territorio. Lo sviluppo regionale calabrese è
orientato dalla programmazione, che trova nei Fondi Strutturali e nel
FAS le risorse principali delle sua attuazione. Il QSN 2007-2013 prevede,
in un'ottica di convergenza e concertazione, il raggiungimento di obiettivi
di servizio legati a target vincolanti e l'integrazione della politica
ordinaria con quella regionale di sviluppo, favorendo anche la
programmazione interregionale. La Regione Calabria si impegna
innanzitutto a migliorare il contesto socio-economico contrastando la
criminalità organizzata e puntando a rafforzare la cooperazione e
l'attrattività turistica e commerciale nel Mediterraneo sul piano
interregionale e transnazionale.
Il Capitolo 3 - Gli aspetti normativi della finanza pubblica traccia un
quadro generale della realtà normativa regionale circa lo stato di
decentramento tra i diversi livelli di governo e il trasferimento dei servizi
pubblici dalle amministrazioni locali (regionali e subregionali) agli enti
subordinati, tenendo presenti gli effetti sui flussi di erogazione delle
risorse pubbliche nel territorio. Nel corso del periodo 1996-2006 la
Regione Calabria ha proceduto a una serie di interventi normativi per
razionalizzare la spesa pubblica in un'ottica di maggiore efficienza e per
favorire lo sviluppo di particolari settori considerati strategici per
l'economia regionale. Puntando al decentramento amministrativo, le
L.R.9/1998, 23 e 24/1999 e 34/2002 intervengono sulla redistribuzione
delle competenze tra Stato, Regione ed Enti locali, ad esempio nell'ambito
del trasporto pubblico locale e delle politiche del lavoro. Relativamente
all'erogazione di servizi, sono stati attuati provvedimenti per
razionalizzare le attività di Enti operanti in vari settori, sopprimendone
alcuni e istituendone di nuovi: un esempio è l'istituzione nel 1999
dell'Agenzia Regionale per lo Sviluppo e per i Servizi in Agricoltura
(ARSSA) e la sua successiva soppressione nel corso del 2007, con una
conseguente divisione delle competenze tra Sistema Universitario
Calabrese e Province.
La PARTE II - LA SPESA PUBBLICA NELLA REGIONE approfondisce
aspetti strutturali e congiunturali della spesa pubblica. L'analisi riportata nel
Capitolo 4 - La spesa totale del Settore Pubblico Allargato è dedicata
ai flussi di spesa dell'intero universo di enti considerati che vengono letti
per il periodo 1996-2006, in termini complessivi e procapite, sia rispetto
ai principali settori di intervento che ai diversi livelli di governo. Il
macrosettore Politiche sociali è quello che, in Calabria, assorbe la
maggior parte della spesa del Settore Pubblico Allargato, grazie ai
numerosi interventi dei vari livelli di governo in campo sociale, nella
previdenza e nell'integrazione salariale. A ciò si affianca una quota
consistente di spesa per Attività produttive e opere pubbliche, pari nella
media del periodo 1996-2006 al 13,8 per cento e superiore alla media
Sud e nazionale. La spesa è erogata principalmente dalle Amministrazioni
Centrali e Regionali, evidenziando ancora un forte accentramento e un
lento processo di esternalizzazione di funzioni: Enti locali e Imprese
Pubbliche Locali erogano meno del 10 per cento della spesa del SPA, che
interessa principalmente lo smaltimento dei rifiuti. La spesa in conto
capitale è pari al 19 per cento del totale e risulta, in termini procapite,
superiore sia a quella del Sud che dell'Italia.
Il Capitolo 5 - La spesa corrente analizza e interpreta l'evoluzione della
spesa corrente nella regione interessata, in Italia e nella macroarea di
riferimento con focus dedicati alla spesa di Personale e alla spesa per
l'Acquisto di beni e servizi. La parte più consistente della spesa del
Settore Pubblico Allargato in Calabria, l'81 per cento, è spesa corrente e
si concentra nel Personale e nell'Acquisto di beni e servizi. In particolare
i macrosettori che insieme assorbono più del 50 per cento della spesa per
il Personale sono Sanità e Conoscenza, cultura e ricerca dove si assiste a
un incremento di tale spesa nel sistema universitario per ridurre la
migrazione degli studenti calabresi, e nella scuola secondaria superiore
per contrastare la dispersione. In linea con il sostanziale accentramento
della spesa del SPA, Amministrazioni Centrali e Regionali sono i livelli di
governo con la quota di spesa più alta, mentre si mantiene bassa quella
delle IPN. La spesa per l'Acquisto di beni e servizi è assorbita
principalmente da Sanità e Reti infrastrutturali, per i quali si osserva un
incremento nel periodo 1996-2006 e dove risulta preponderante la
presenza di Amministrazioni Centrali e IPN, mentre IPL e
Amministrazioni Locali rivestono ancora un ruolo marginale.
La lettura riportata nel Capitolo 6 - La spesa in conto capitale si
concentra sul dato al netto delle partite finanziarie. L'analisi si articola per
livello di governo e settore di intervento. Per valutare le politiche di
incentivazione allo sviluppo realizzate, si considera la composizione della
spesa in conto capitale tra investimenti e trasferimenti a imprese e
famiglie. L'andamento della spesa in conto capitale nel decennio 1996-2006
in Calabria mostra una crescita fino al 2001 e successivamente un lento
ritorno ai livelli del 1996. A causa di un processo di decentramento ancora
rigido, la PA detiene il ruolo principale, e laddove la spesa delle
Amministrazioni Centrali e Regionali si contrae, non si assiste a un
simultaneo aumento della spesa degli altri livelli di governo. Il livello
centrale investe maggiormente nei macrosettori Attività produttive e opere
pubbliche e Mobilità, il livello locale in Conoscenza, cultura e ricerca,
mentre la spesa in conto capitale delle Imprese Pubbliche Nazionali è
assorbita al 100 per cento da Reti infrastrutturali. L'ingente spesa per
investimenti, 65 per cento del totale, è dovuta al contributo fornito dai fondi
dell'Unione Europea erogati attraverso il POR Calabria 2000-2006, alle
politiche di investimento varate con le Leggi Obiettivo e, per il 2001, alla
chiusura del QCS 1994-1999. Tuttavia, nonostante i provvedimenti adottati,
persiste un significativo divario con il Centro-Nord.
Nel Capitolo 7 - La spesa dei soggetti a rilevanza regionale e locale
viene approfondita la spesa degli Enti dipendenti e delle Imprese Pubbliche
Locali, queste ultime costituite da Società e Fondazioni partecipate,
Consorzi e forme associative e Aziende e istituzioni. Si analizza, in
particolare, il livello di societarizzazione raggiunta, ovvero il passaggio da
Enti dipendenti, Consorzi e Aziende a Società in atto in Italia negli ultimi
anni. Nel tempo, a livello nazionale, si è anche assistito a un fenomeno di
decentramento territoriale dei servizi che è analizzato in dettaglio per la
Regione. In Calabria si assiste allo sviluppo di soggetti a rilevanza
regionale e locale soprattutto nel macrosettore Attività produttive e opere
pubbliche, per favorire la realizzazione di economie di scala
nell'erogazione di beni e servizi alle imprese, in particolare nel settore
agricolo. In altri settori questo genere di operazioni non ha sortito, invece,
gli effetti sperati. In sostanziale divergenza rispetto a Sud e Italia è la forma
giuridica con cui i servizi vengono erogati: in Calabria si favorisce
l'erogazione diretta dei servizi o il consorzio e non la società. La rigidità
nel processo di creazione di società si unisce alla lentezza del processo di
decentramento territoriale, lasciando la regione in una posizione di ritardo
rispetto al resto del Paese, nonostante gli sforzi degli ultimi anni.
La PARTE III - LE ENTRATE PUBBLICHE NELLA REGIONE analizza
le principali caratteristiche delle categorie economiche delle entrate. In
particolare il Capitolo 8 - Le entrate del Settore Pubblico Allargato si
concentra sui flussi di entrata per macrocategoria economica (corrente,
capitale e totale) e per livelli di governo. La Calabria mostra, per il
periodo 1996-2006, un continuo incremento delle entrate complessive. La
percentuale di quelle in conto capitale è del 9 per cento ed è superiore a
quella del Mezzogiorno e dell'Italia, per via soprattutto di una forte
presenza di riscossione di crediti.
Nel Capitolo 9 - Le entrate correnti se ne approfondisce la dinamica,
nonché la loro composizione per livelli di governo. Le entrate correnti in
Calabria sono percepite principalmente dalle Amministrazioni Centrali
(71,5 per cento) e dalle Imprese Pubbliche Nazionali (15,9 per cento). Le
Amministrazioni Regionali dal 1998 vedono aumentare il volume medio
delle entrate in tutto il Paese, ma non in Calabria, almeno fino al 2004: a
partire da questo anno si intensifica la lotta all'evasione e si amplia la base
imponibile, facendo crescere le entrate correnti del 63 per cento nell'anno
successivo. I dati della Calabria si mostrano sostanzialmente in linea con
quelli del Mezzogiorno e dell'Italia, fatta eccezione per le IPL, che, pur
aumentando del 52 per cento nel periodo 1996-2006, si mantengono
comunque a livelli inferiori.
Il Capitolo 10 - Le entrate in conto capitale è dedicato all'andamento di
questa categoria di entrate, approfondita anche per livello di governo. Nel
periodo 1996-2000 le entrate in conto capitale si concentrano nelle
Amministrazioni Centrali, mentre negli anni successivi fino al 2006 aumentano
quelle per Amministrazioni Regionali e Imprese Pubbliche Nazionali, pur
rimanendo sostanzialmente invariata la quota delle Amministrazioni Locali e
delle Imprese Pubbliche Locali. Si osserva un picco negativo nel 1999, anno
critico per le Amministrazioni Regionali calabresi a causa del mancato
trasferimento di fondi comunitari.
Nel Capitolo 11 - Il finanziamento degli enti locali: tributi propri,
devoluzioni e trasferimenti si analizza in particolare il processo di
progressivo incremento dell'autonomia finanziaria con anche un focus
sull'andamento di tributi propri, devoluzioni e trasferimenti. L'avvio del
federalismo fiscale ha comportato, in Calabria, un aumento delle entrate
proprie per le Amministrazioni Regionali e Locali, a fronte di una riduzione
dei trasferimenti da parte dello Stato. Nel 2003 si assiste alla crescita dei
tributi propri e devoluti, ma anche dei trasferimenti statali in conto corrente
alle Amministrazioni Regionali. Nel 2004 i tributi propri diventano
superiori ai trasferimenti, come per il Mezzogiorno, mentre per l'Italia tale
cambiamento era già in atto dal 2000: ciò evidenzia la forte dipendenza
dallo Stato, tuttavia ancora esistente, della Calabria e del Sud.
Con il Capitolo 12 - Il finanziamento delle Imprese Pubbliche Locali:
trasferimenti e vendita di beni e servizi si approfondisce il livello di
autonomia delle Imprese Pubbliche Locali (IPL) attraverso due specifici
focus sulla composizione dei trasferimenti e sulla loro evoluzione
comparata a quella della vendita di beni e servizi. Le Imprese Pubbliche
Locali in Calabria non riescono a essere autonome rispetto ai trasferimenti
dalla PA, a causa dell'ancora scarsa efficienza nella vendita di beni e
servizi, che per l'Italia, invece, è la fonte principale di finanziamento (84,4
per cento) quota nettamente superiore anche a quella del Mezzogiorno. Lo
sviluppo delle Imprese Pubbliche Locali risulta ancora in una fase di startup,
tuttavia a partire dal 2002 si osserva un aumento nella vendita di beni e
servizi rispetto ai trasferimenti e negli anni successivi un progressivo
allineamento dei due canali di finanziamento.
La PARTE IV - ALTRE CARATTERISTICHE DI FINANZA
PUBBLICA NELLA REGIONE è dedicata ad approfondimenti specifici
diversi per ciascuna regione. Si tratta dunque di una sezione della
monografia in cui il singolo Nucleo Regionale CPT, autore del volume, ha
selezionato e analizzato tematiche ritenute cruciali per il proprio territorio.
Il Capitolo 13 - Il macrosettore Mobilità: il caso Calabria, esamina in
dettaglio l'andamento delle spese per categoria e per livelli di governo del
macrosettore nella regione. Il macrosettore Mobilità è considerato uno dei
principali motori di sviluppo della Regione Calabria. I settori Viabilità e
Altri trasporti, che lo compongono, mostrano, infatti, un'alta spesa
procapite, di molto superiore al dato del Sud e dell'Italia. Nel periodo
1996-2006 si è perseguito l'obiettivo di rendere la Calabria un punto di
riferimento nel Mediterraneo e un polo turistico nazionale, investendo in
particolare nella Mobilità: è stato istituito un Fondo Unico Regionale
specifico per il settore Viabilità, in cui confluiscono i trasferimenti dallo
Stato e le entrate regionali. Si è assistito, pertanto, alla razionalizzazione
delle aziende di trasporto pubblico con l'aggregazione delle oltre 90
aziende, presenti nel 1997, in 5 aziende concessionarie nel 2004, al netto
incremento del traffico aereo dello scalo di Lamezia Terme, a fronte del
calo dell'attività del porto di Gioia Tauro, alla riorganizzazione della
società Ferrovie della Calabria Srl, ai lavori di ammodernamento
dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria e della Statale Ionica 106.
Il Capitolo 14 - Il macrosettore Mobilità: decentramento territoriale e
Imprese Pubbliche Locali, affronta il tema del decentramento dei servizi
di mobilità sul territorio della Calabria. Il macrosettore Mobilità,
considerato un volano per lo sviluppo regionale, ha visto nel corso del
periodo 1996-2006 diverse iniziative, di concerto tra governo nazionale e
regionale, con la promozione di una serie di investimenti, che hanno
prodotto positivi effetti quali lo sviluppo dell'aeroporto di Lamezia Terme
o del traffico commerciale del porto di Gioia Tauro. Lo sviluppo delle
Imprese Pubbliche Locali nel macrosettore Mobilità presenta una
spiccata tendenza alla creazione di società e un processo di
decentramento territoriale certamente più avanzati rispetto agli altri
macrosettori dell'economia calabrese. Tuttavia, sono ancora le
Amministrazioni Centrali a detenere la quota più alta di spesa, a fronte di
una quota delle IPL, 3 per cento, decisamente inferiore a quella del Sud e
dell'Italia, 22 per cento. Gli obiettivi della programmazione regionale
vanno verso la costruzione di un sistema di trasporti integrato.
In conclusione il volume riporta un'Appendice metodologica in cui sono
raccolti, in modo sintetico1 per tutte le singole monografie regionali, alcuni
tratti fondamentali della Banca dati CPT. Si approfondisce la natura del dato,
l'universo di riferimento, i livelli di governo considerati, i metodi adottati per
la regionalizzazione dei flussi finanziari, gli schemi per la classificazione
economica di spese e entrate e per quella settoriale delle sole spese. Viene
anche descritto il processo di consolidamento cui sono sottoposti i dati per
consentire un'analisi a livello di Pubblica Amministrazione (PA) e di SPA e
l'elenco degli enti rilevati dal Nucleo Regionale CPT.
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